YOU ARE THE PAST VERSION OF YOUR FUTURE SELF.

 

Sei la versione passata del te stesso del futuro.

Quello che ho notato negli anni è che la tradizionale visione lineare del tempo non aiuta. Non aiuta perché ti dà l’idea che il tempo sia infinito, che sia immutabile, un’immutabile retta con una freccina verso chissà dove.

E’ una visione rigida, che cozza con la realtà fluida in cui viviamo, fatta di un tempo relativo e altrettanto fluido. Non è che un’approssimazione fatta per la nostra routine quotidiana, laddove sappiamo che tempo e spazio non funzionano come ci raccontavamo.

Realizzare ciò aiuta a rivedere anche la nostra nozione di tempo interiore. Siamo la versione futura del nostro passato e la versione passata del nostro futuro. E il presente è l’istante stesso in cui stai pensando a ciò, quel liminem tra il te passato e il te futuro.

Pensarti in questo modo deassolutizza la tua identità. Tu non sei tu perchè sei fatto così, tu sei tu per via del tuo passato.

E sarai in base a come tu sei ora.

E ciò è di una potenza assoluta. Ti mette in contatto con il tuo io futuro, ti permette di immaginarlo e di avvicinarti a lui ogni giorno di più.

Fino a che in un entanglement tra voi, non vi fondete e diventate la stessa persona. Sei diventato il tuo io futuro, sei diventato il te stesso che volevi diventare.

E ciò che vi ha connesso sono le azioni che in ogni momento hai compiuto.

In ogni momento hai il potere di diventare chi vuoi.

Come? Chiedilo a lui, cioè a te.

 

 

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AUTOPILOT

Stai andando avanti per inerzia.

Gli eventi ti trascinano fuori dallo stipite della porta di casa ogni santo giorno.

Chi sta guidando la tua vita?

Sei sicuro di essere sveglio quando apri gli occhi la mattina?

Non ti stupisci più di nulla. Davanti ai tuoi occhi scorre la pellicola di un film visto e rivisto.

Nulla ti sembra straordinario. Quando invece tutto è straordinario.

Una cazzo di foglia rinsecchita.

Un cirrocumulo nel cielo.

Una bicicletta.

Un uccello.

Un mozzicone di sigaretta.

Giallo fuori, giallo dentro di nicotina e catrame inspirati da chissachì con la sua saliva ergo DNA buttati per terra su un marciapiede. Puzza e fa schifo ma hai in mano il DNA di uno dei 7 miliardi di bipedi che respirano ossigeno e 1000 altre sostanze su questa cacchetta di roccia chiamata Terra, sospesa nel vuoto di chissàcosa.

Ti sembra banale? Ti sembra scontato? Ti stai meritando l’ossigeno che respiri?

Spegni il pilota automatico.

Datti uno schiaffo.

Le risposte alle tue domande sono davanti ai tuoi occhi. Tutte.

Se accendi il cervello le vedi.

FALLIMENTO

Se non puoi fallire, hai già fallito.

Il vero fallimento è di quelli che non ci provano, che hanno il culo al caldo, che sono fatti così e non possono farci nulla.

Cazzate.

Ci dicono che non è bello fallire, si fa brutta figura, se fallisci non sei tagliato per quella cosa. Accontentati.

Cazzate.

Ogni grande campione o genio sulla faccia della Terra è stato un fallito. Per migliaia di volte. La gente rideva. Lui soffriva, ma dentro di sé aveva un’idea, un sogno, un desiderio tali che se ne fregava.

Non c’è nulla di più didattico che un sano fallimento.

Trial and error.

Così va la natura, così va la scienza, così va la vita.

Se stai fallendo, stai agendo. E agire è l’unico modo per ottenere quel che vuoi.

Se non stai fallendo, non stai agendo. E hai già fallito.

Per davvero.

OCCIDENTALI’S KARMA

Essere o dover essere
Il dubbio amletico
Contemporaneo come l’uomo del neolitico.
Nella tua gabbia 2×3 mettiti comodo.
Intellettuali nei caffè
Internettologi
Soci onorari al gruppo dei selfisti anonimi.
L’intelligenza è démodé.
Risposte facili
Dilemmi inutili.
AAA cercasi (cerca sì)
Storie dal gran finale
Sperasi (spera sì)
Comunque vada panta rei
And singing in the rain.
Lezioni di Nirvana
C’è il Buddha in fila indiana
Per tutti un’ora d’aria, di gloria.
La folla grida un mantra
L’evoluzione inciampa
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma.
Occidentali’s Karma
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma.
Piovono gocce di Chanel
Su corpi asettici
Mettiti in salvo dall’odore dei tuoi simili.
Tutti tuttologi col web
Coca dei popoli
Oppio dei poveri.
AAA cercasi (cerca sì)
Umanità virtuale
Sex appeal (sex appeal)
Comunque vada panta rei
And singing in the rain.
Lezioni di Nirvana
C’è il Buddha in fila indiana
Per tutti un’ora d’aria, di gloria.
La folla grida un mantra
L’evoluzione inciampa
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma.
Occidentali’s Karma
La scimmia nuda balla
Occidentali’s Karma.
Quando la vita si distrae cadono gli uomini.
Occidentali’s Karma
Occidentali’s Karma
La scimmia si rialza.
Namasté Alé
[…]

La scimmia nuda. Studio zoologico sull’animale uomo – Desmond Morris – Bompiani – 2003 – 269pp.

Desmond Morris, zoologo famoso per avere studiato a lungo le scimmie, in questo libro divertente, sconvolgente e al tempo stesso rigorosamente scientifico si è messo a studiare l’uomo. Ma lo ha studiato in quanto scimmia e cioè come l’unico, tra le centonovantatré specie di scimmie, a essere sprovvisto di peli. Nudo, appunto.

Per quanto cerchi di ignorare l’eredità del passato, l’uomo rimane essenzialmente un primate, una scimmia in crisi, che segue nella vita sessuale e sociale i modelli di comportamento fissati dai suoi antenati scimmioni cacciatori.

VIVI

Vivi. Respira. Prendi coscienza.

Sii vivo per davvero. Non essere zombie fra gli zombie. Non essere un semplice ammasso di materia organica in decomposizione.

Pensa alla morte. Non faro lo struzzo.

“Devi avere coscienza. Coscienza che un giorno tu morirai.”

Nell’esatto istante in cui realizzi che tutto questo sta finendo e può finire da un secondo all’altro, incominci a vivere sul serio. A spazzare via la merda mentale, le cazzate inutili.

Voglio vivere come se domani morissi di cancro. Voglio vivere sapendo che non c’è nient’altro di più importante ed eccezionale, voglio essere disabituato alla vita.

Che l’abitudine uccide più della morte.

BASTA CHIEDERE

E’ così, alle volte basta chiedere.

E’ la cosa più semplice da fare quando desideri qualcosa. Lo vuoi? Chiedilo.

Incomincia da te: chieditelo. Pretendilo, esigilo da te stesso. Se non avrai chiari in mente i tuoi bisogni non potrai mai soddisfarli. Nessuno chiederà nulla per te.

Osa. Abbi il coraggio di chiedere ciò che vuoi a chi ce l’ha. Chiedilo all’universo.

“Caro Universo, voglio questo.” “Spedizione privilegiata o standard?”

Seriamente. E’ più facile di cosa pensi. Vuoi un lavoro? Vuoi una donna? Vuoi un paio di mocassini in pelle di varano?

Vai da chi ce li ha e fatteli dare. Quante volte non ho, non hai, ottenuto ciò che desideravi per non averlo chiesto? Per un domanda non fatta?

Non esistono formule magiche. Ma se non palesi ciò che vuoi ottenere, come pensi di averlo?

Pensaci quando vedrai quel corso, quel bando, quell’offerta, quella persona, quella cosa.

“E’ permesso? Posso averne un po’anche io?”

“Signore, si accomodi dietro la linea gialla.”

“Fanculo la linea gialla, è finito il tempo in cui tutti mi passano davanti.”

Datti una possibilità. Pretendilo da te stesso.

E pretendilo dal mondo, dall’universo.

Non tutti hanno Prime, ma i pacchi arrivano a tutti, prima o poi.

NON DIMENTICARE

“Non  dimenticare mai da dove arrivi.

Non dimenticare mai le sofferenze che hai patito per essere dove sei adesso.

Molto spesso, poco dopo aver ottenuto qualcosa che volevi, ti dimentichi di quanto hai lottato per averlo. Diventa scontato. È normale, ha iniziato a far parte della tua quotidianità e non te ne accorgi più. Come quella cicatrice a cui non fai manco più caso e che invece gli altri notano subito.

È normale cedere, fallire, cadere… Ma puoi evitarlo, se ti guardi alle spalle, se ripensi alle fatiche e alle energie spese. Se ripensi a com’eri e a quanto sei cresciuto.

Solo così sarai più lucido e in grado di gestire questo momento di malessere fisico e psichico, questo momento di vacanze per tanti ma non per te, di scelte coraggiose e un po’ azzardate, di cose non fatte e parole non dette, di tanti doveri e pochi piaceri.

Hai puntato tutto su te stesso e non c’era nessun altro su cui meglio avresti potuto investire.

Gonfia il petto e cammina a testa alta, ne hai il diritto.”

  .         .                                          Lettera a me stesso.