NON DIMENTICARE

“Non  dimenticare mai da dove arrivi.

Non dimenticare mai le sofferenze che hai patito per essere dove sei adesso.

Molto spesso, poco dopo aver ottenuto qualcosa che volevi, ti dimentichi di quanto hai lottato per averlo. Diventa scontato. È normale, ha iniziato a far parte della tua quotidianità e non te ne accorgi più. Come quella cicatrice a cui non fai manco più caso e che invece gli altri notano subito.

È normale cedere, fallire, cadere… Ma puoi evitarlo, se ti guardi alle spalle, se ripensi alle fatiche e alle energie spese. Se ripensi a com’eri e a quanto sei cresciuto.

Solo così sarai più lucido e in grado di gestire questo momento di malessere fisico e psichico, questo momento di vacanze per tanti ma non per te, di scelte coraggiose e un po’ azzardate, di cose non fatte e parole non dette, di tanti doveri e pochi piaceri.

Hai puntato tutto su te stesso e non c’era nessun altro su cui meglio avresti potuto investire.

Gonfia il petto e cammina a testa alta, ne hai il diritto.”

  .         .                                          Lettera a me stesso.

RESILIENZA

/re·si·lièn·za/
sostantivo femminile
1.
Capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi.
2.
In psicologia, la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà.
Resilienza è uno degli ingredienti del successo.
In un sola parola è riassunto un assetto mentale, un mindset vincente che qualsiasi campione fa suo e applica costantemente.
Chi è resiliente, innanzitutto sa che delle difficoltà lo aspettano, non si illude. E sa che se vuole puntare in alto, se non vuole accontentarsi, dovrà affrontare innumerevoli ostacoli.
Così, quando si butta nella mischia, quando inizia a muovere i primi passi, sa che di lì a poco, incorrerà in qualche trappola. Sa che inciamperà numerose volte. Sa che verrà preso per il culo da chi non capisce cosa stia facendo.
Di fronte a qualsiasi fallimento le persone di solito si abbattono, si disperano e traggono la conclusione che “non sono tagliate per quella cosa”, che “manca il talento”, manca “la conoscenza giusta”.
Il resiliente, dopo 3-4 fallimenti, anzichè maledirsi e tornare nella sua tana, persiste, assorbe l’urto e va avanti.
Sa che oltre quell’invalicabile muro della fatica, del dolore, della sofferenza vera si cela il tesoro che sta cercando. E’ così in qualsiasi ambito della vita: quando il 99,9% della gente molla, perchè è stanca, perchè è stufa, perchè tanto non ce la fa, perchè tanto c’è crisi, il
resiliente si guarda intorno e resta solo, davanti al suo tesoro.
Ce l’ha fatta. E gode come un pazzo.

FALLO

Fallo.

Qualsiasi cosa sia, fallo.

Ogni giorno ti astieni dal fare cose per paura delle conseguenze, prima fra tutte la disapprovazione altrui. Buona notizia: non sei solo, siamo più di 7 miliardi. Cattiva notizia: ben pochi riescono a fregarsene.

Nasci e cresci educato per far contenti gli altri. Prima la mamma, poi la maestra e poi tutti gli altri.

Ogni giorno soffochiamo una parte di noi, la più vera in nome delle convenzioni sociali.

Attenzione: chiaro che se la parte più vera di te ha intenzione di accoltellare gente a caso, non ci siamo. Qui si parla di gente come te, come me, che sa vivere nella società, ma non al meglio delle sue possibilità.

Facci caso. Quante volte modifichi la tua postura, le tue azioni, le tue parole in presenza d’altri?

Sei abituato a filtrarti.

Devi disimparare. Disimpara e lasciati andare.

Dì da davvero ciò che pensi. Fa’ davvero ciò che desideri.

Non lasciare che una fantomatica paura dell’ignoto e del rifiuto ti fermi. Anche se avrai paura, anche se avrai il cuore in gola, una volta che l’avrai fatto, che l’avrai detto, tutto sarà in discesa.

Nessuna catastrofe. Nessuna figuraccia. Sarà andata esattamente come dovrà andare.

Soprattutto, avrai espresso te stesso, per davvero.

E non c’è niente di più liberatorio.

TAGLIA

Premessa: non sono per l’utilitarismo nudo e crudo, non del tutto almeno. Anzi, Nuccio Ordine ha scritto “L’utilità dell’inutile”, un gran bel libro che ti consiglio e che nello specifico elogia le discipline umanistiche oggi soffocate dal trionfo della tecnica. 

Ci sono molte attività all’apparenza inutili e/o improduttive ma che invece hanno ricadute positive su quello che sei e che fai tutti i giorni.

Ma la maggior parte di quelle in cui indulgi sono inutili, sono vizi, dipendenze, cazzeggi eccessivi.

Taglia. Zac. Fai pulizia. Anzi, prima fai mente locale, poi pulisci.

Qual è la prima cosa che fai quando ti svegli?

E l’ultima?

Cosa fai nelle pause dal lavoro?

Cosa fai quando sei a casa o in vacanza?

Fidati, molte cose che fai non hanno altri motivi all’infuori dell’abitudine.

Io, per esempio, tempo fa nel tempo libero giocavo ai videogiochi, mangiavo male e di fretta, cazzeggiavo al pc, mi masturbavo più volte al giorno e chissà ancora cos’altro non facevo. Per carità, poi quello che dovevo fare bene o male lo facevo, ma non facevo un briciolo di più, non coltivavo nulla, nessuna passione particolare che mi stimolasse a crescere come persona.

Col tempo ho sostituito ognuna di queste attività inutili con altre appassionanti e stimolanti; da allora non ho più posto freni, limiti alla mia immaginazione e alla mia fantasia.

Ho scoperto che sono tutte scuse. Che il tempo si trova. La voglia pure. Quando la smetti di sprecare il tuo tempo sei costretto a capire cosa vuoi davvero fare di te. Scopri di poter fare qualunque cosa e che puoi da subito iniziare a lavorare per ottenere ciò che desideri.

Smettila di scappare dalla vita, di rifugiarti nei piaceri immediati e focalizzati sulle ricompense  a lungo termine.

Saranno molto più orgasmiche di una sega veloce alle 5 del pomeriggio, di un trofeo vinto a FIFA col Pescara, di una pasta al tonno.

No aspetta. La pasta al tonno non si tocca.

NON E’ FACILE

E’ inutile illudersi: non è facile.

La vita, intendo.

Ho smesso coi facili ottimismi. Dovevo sapere la verità.Non c’è trippa per gatti. Stare al mondo non è una passeggiata. E’ molto spesso divertente, ma alle volte bisogna ammettere che rompe i maroni.

Se vuoi il successo, a meno che non nasci milionario, devi farti il culo. E anche se sei il milionario, non è detto che col solo denaro tu possa fare di te una persona di successo.

Hard work. Martella. Fai.

Qualsiasi attività in cui tu voglia avere un minimo di realizzazione richiede impegno e forze fisiche e mentali. Soprattutto grandi dosi di persistenza.

Sapere che non è facile, nè per te nè per nessuno, non è poi cosi male.

Io la trovo una realtà tanto fredda e dura, quanto potente e veritiera.

Tu sai che non puoi contare su niente e su nessuno. Che non è questioni di sfiga. E’ una questione tra te e te.

Devi andare da A a B e il pilota sei tu. Tu decidi come e soprattutto che vuoi arrivarci.

E’ la quintessenza dell’neoumanesimo.

Del SE VUOI, PUOI.

Anche se non è facile.